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Gelosia patologica: le domande da farsi

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I rapporti di coppia si incrinano se uno dei due partner è troppo geloso. Ma è possibile rimediare lavorando su sé stessi e arricchendo di nuovi stimoli la propria relazione

Gelosia patologica: le domande da farsi

La gelosia ti farà diventare mattodicevano nel film "Moulin Rouge". Non c’è niente di più vero perché, accanto ad una gelosia che potremmo definire “sana” legata all’ambito della coppia e che è anche indice di amore, si può trovare anche una gelosia morbosa e che può manifestarsi in vari modi. 

Ad esempio quando vogliamo trovare a tutti i costi i possibili segni di un tradimento, spesso presente solo nella nostra immaginazione, o quando il nostro partner lancia una semplice ed innocente occhiatina ad un’altra persona (in questo caso poi... apriti cielo!... meglio non trovarsi nel nostro raggio d’azione!). 

Nei casi più gravi si parla di una vera e propria patologia e non basta un lavoro di analisi e controllo interiore per superare il problema: bisognerà rivolgersi ad uno specialista.

Una persona non è un oggetto

Partendo da questo assunto risulterebbe facile dire a noi stesse di non essere gelose. Purtroppo non sempre è così e spesso ci ritroviamo sole proprio per esserci dimostrate eccessivamente “attaccate” all’altra persona. 

Nell’altra persona riponiamo molti sogni ed attese e, se ci troviamo in un periodo di frustrazione , siamo portati a chiedere al partner una sorta di amore incondizionato ed avido; tutti gli atteggiamenti che non saranno quindi rivolti a noi, faranno scatenare la gelosia, insinuando dubbi e sospetti, fino ad arrivare a farci  assumere comportamenti inconsueti ed irragionevoli che ci faranno solo perdere colui (o colei) che ci rendeva felici.

Gelosia? Via dalla mia vita!

In genere le persone gelose vengono raffigurate come insicure, ansiose e sospettose; ecco perché bisogna innanzitutto imparare a rafforzare la fiducia in noi stessi e migliorare le nostre capacità. Se pensiamo di valere “poco o nulla”, saremo portate a pensare che prima o poi anche il partner arriverà a questa conclusione e che quindi ci lascerà sole: non c’è niente di più sbagliato nel pensare ciò! 

Noi valiamo e non perché stiamo con lui (o con lei), ma perché siamo noi, con il nostro bagaglio di esperienze, con i nostri difetti ma anche con i tantissimi pregi

Libertà di spazi

Dimostriamo al partner di essere cresciute e di non essere più immature; diamogli i suoi spazi e proviamo a fidarci maggiormente. Non tempestiamolo di inutili messaggi o telefonate mentre è con i suoi amici: anche lui farà altrettanto e la fiducia reciproca è il primo gradino da raggiungere per evitare atteggiamenti di gelosia morbosa.

Evitiamo di fare 1000 domande al partner

Fidiamoci di quello che ci vien detto e se sospettiamo di essere tenute all'oscuro di qualcosa, parliamone tranquillamente senza esasperare il tutto. Impariamo a non vedere sempre nero e cerchiamo lentamente di avere una visione un po’ più ottimista della vita in generale!

In passato abbiamo sofferto per amore?

Impariamo dagli errori del passato e cerchiamo di non ricadere negli stessi sbagli. Abbiamo subito un tradimento e per questo non riusciamo a fidarci al 100% dell’altra persona: può capitare, ma ogni storia è nuova, è una situazione differente. Una persona che soffre di gelosia morbosa dovrebbe lavorare su se stessa per evitare di far pesare al partner le proprie paure e le proprie insicurezze. 

Nuovi hobbies e nuovi interessi ci aiuteranno a distrarci e ad essere più distaccate, e renderanno più brillante il nostro mondo agli occhi della persona che abbiamo oppresso con i nostri sospetti. 

Se si ha a che fare con un partner esibizionista che non perde occasione per fare il “provolone”, risulterà più complicato mettere in atto queste semplici ma efficaci regole; in questo caso ricordiamoci che nessuno è perfetto e che ci siamo innamorate sia dei pregi che dei difetti di quella persona. 

Anche in questo caso il dialogo risulterà essenziale; cerchiamo di far capire al partner che quegli atteggiamenti ci fanno soffrire e ci rendono sospettose e guardinghe. Basterà un’occhiata per capire se è il caso o meno di continuare la relazione.

“Amare è come una droga: all'inizio viene la sensazione di euforia, di totale abbandono. Poi il giorno dopo vuoi di più.  Non hai ancora preso il vizio, ma la sensazione ti è piaciuta e credi di poterla tenere sotto controllo. Pensi alla persona amata per due minuti e te ne dimentichi per tre ore.  Ma, a poco a poco, ti abitui a quella persona e cominci a dipendere da lei in ogni cosa. 

Allora la pensi per tre ore e te ne dimentichi per due minuti. Se quella persona non ti è vicina, provi le stesse sensazioni dei drogati ai quali manca la droga. A quel punto, come i drogati rubano e s'umiliano per ottenere ciò di cui hanno bisogno, sei disposto a fare qualsiasi cosa per amore" (Paulo Coelho)

Non dobbiamo trasformare una relazione d’amore in un rapporto di dipendenza: noi abbiamo la nostra vita, i nostri interessi, le nostre ambizioni, ma non è obbligatorio condividerle totalmente con chi ci è accanto. I nostri spazi e le nostre passioni ci rendono uniche e speciali soprattutto agli occhi di chi ci ama.

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