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Storie: "Io lesbica, lui gay, ma ci siamo innamorati"

"Lui mi confidò di essere gay ed io gli dissi di essere lesbica... Un'amicizia così non potevo sperare di trovarla, e invece eccola... e giorno dopo giorno ci siamo avvicinati, fino ad innamorarci"

Questi racconti autobiografici sono stati scritti da voi, che ce li avete inviati e adesso li vedete pubblicati su Girlpower... mandateci anche i vostri!!!
Che aspettate a farvi leggere? Per raccontarvi, per parlare di ciò che vi sta a cuore, per aiutare gli altri con le vostre esperienze, per ridere e riflettere insieme con i ricordi di una persona sola.

Redazione di GP

Erano passati mesi dalla fine delle storia con lei
. Lei che mi voleva perfetta, lei che mi faceva sentire brutta e inadeguata, lei che anche senza chiedermelo, mi faceva lottare giorno dopo giorno per essere sempre più bella.
E non era sua richiesta esplicita, ma se per caso un giorno la incontravo senza trucco, con uno sguardo mi trafiggeva peggio di mille parole...

Diceva di amarmi, ma mi lasciò per un'altra, un'altra perfetta come la voleva lei. Alta e magra e sempre elegante.

Distrutta moralmente e fisicamente, un mese dopo decisi di cambiare la mia vita di peso. Mi trasferii in un'altra città, senza conoscere nessuno. Abitando da sola, facendo i conti con i soldi ogni mese, dedicandomi alla mia passione: l'arte.
Era ottobre quando mi trovai completamente immersa nella mia nuova vita. Ogni giorno vedevo l'equipe di artisti e continuavo a pretendere la perfezione. Mangiavo poco, mi truccavo tanto, mi confrontavo con le altre ragazze e... cercavo una nuova ragazza. Difficile farlo quado si è soli in una grande città. Dove avrei potuto conoscere una nuova donna?

Fu mentre mi interrogavo su questo, che una mattina, mentre facevo una pausa dal mio lavoro fumando una sigaretta, mi si avvicinò un ragazzo dell'equipe che mi chiese l'accendino. Manuele cominciò a chiedermi sempre di uscire a fumare durante la pausa e giorno dopo giorno ci conoscevamo sempre di più. Ridevamo tanto e ci trovavamo d'accordo su tutto, nonotante lui avesse 15 anni più di me.
Così, non ricordo bene nemmeno perchè, lui mi confidò di essere gay ed io, ridendo per la sorpresa, confidai a lui di me. Ero troppo felice di aver trovato proprio nel mio ambiente una persona che potesse aiutarmi a trovare una nuova donna e stavolta una donna genuina.

Cominciammo a frequentarci quotidianamente: scoprimmo persino di abitare nello stesso palazzo ad appena due piani di differenza! Mi portò a conoscere la città, i locali, mi presentò un ampio giro di amicizie gay e le prime ragazze con cui iniziai pure e semplici storie di divertimento...
E molte sere in casa sua, io, lui e una bottiglia di vino, a dipingere sulle nostre tele, immersi in una densa coltre di fumo, mentre ci dilungavamo in discorsi profondi e raccontarci dell nostre vite. Di come ci eravamo scoperti gay, di come lui era stato sposato e poi divorziato, di come io avevo mandato a monte una storia di due anni col mio ex per la mia migliore amica, arrivammo a toccare discorsi intimi, segreti che non avevamo detto a nessuno.
Lui era diventato come un fratello. Non mi interessava andare a casa sua in pigiama o con quel maglione che mi faceva sembrare enorme, non mi interessava arrivare coi capelli non perfettamente piastrati o senza trucco...

Quando l'inverno mi ammalai, lui si precipitò in casa mia, carezzandomi la testa mentre ero immersa in mille fazzoletti di carta, lui riusciva a farmi ridere anche quando ero arrabbiata o triste.
"Un'amicizia così non potevo sperare di trovarla, e invece eccola...", un amico che mi accettava anche se non ero al top, che si arrabbiava se non mangiavo, che mi diceva che ero bella anche quando ero senza trucco.
Diventai fiera e forte al suo fianco, trovai il coraggio di impormi su due ragazzi dell'equipe che con me erano sempre cafoni e facevano di tutto per mettermi in cattiva luce.

Manuele mi raccontava dei ragazzi che gli interessavano e me li faceva conoscere ed io delle ragazze che piacevano a me e gliele presentavo. Le nostre serate abbracciati sul divano a guardare dei film, a farci il solletico, a ridere... e questa vicinanza si faceva giorno dopo giorno sempre più stretta.
Fino a che, come un fulmine a ciel sereno, io feci una scenata di gelosia per una sua amica che gli stava vicino. Litigammo per le scale del palazzo, gli dissi "ci vediamo domani", e rientrai in casa, confusa.

Lui mi cercò tutto il pomeriggio, io non gli risposi fino a sera e gli dissi che avrei visto un amico. E così si arrabbiò lui.
Mi fiondai fuori casa per fare due passi e scaricare nervoso e confusione, ma lui, sentendo la porta di casa mia, m'inseguì per le scale. Iniziai a correre!
Non so neanch'io perchè scappavo da lui, o forse sì... Mi bloccò per un braccio per strada, non mi diede tempo per parlare, mi abbracciò forte e mi sollevò il viso, poi mi baciò.

Mille domande per la testa, ma zero parole. Ci guardammo fissi negli occhi per lunghi minuti, e poi con delicatezza di nuovo ad assaggiare le nostre labbra, piano piano, Come fosse ancora la prima volta della nostra vita.
Mi prese per mano e mi ricondusse dentro casa sua. Ci sdraiammo sul divano e non so quanto tempo passò quel giorno a riscoprire i nostri corpi, un'altra volta.
Lui aveva già avuto delle donne, io avevo già avuto degli uomini, ma dopo anni tornare su questa strada era un misto tra paura ed incanto.

Non abbiamo mai parlato di ciò che è successo o del perché. Non abbiamo smesso di frequentare i nostri amici gay o i locali gay. Non siamo cambiati noi ma ci siamo innamorati oltre il corpo ed il sesso. Non l'avremmo mai detto.
Sono passati tre anni e tra non molto ci sposeremo... Vogliamo dei figli. Ed è un incredibile esito per due vite incasinate come le nostre.

Siamo gay? Siamo etero? Siamo bisex?
Ormai nn ci importa più.... Siamo solo innamorati.
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