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Ustioni: come curarle

Con l'estate e la prolungata esposizione al sole è facile ustionarsi, ma non solo: esistono tantissimi altri tipi di ustioni da quelle leggere alle più gravi. Ecco come curarle

A cura di Emanuela Bacchetta

 

Scottature, tagli, punture, contusioni, distorsioni ecc.. sono inconvenienti all’ordine del giorno in ogni casa. Ogni donna e mamma ha il compito di porvi rimedio nel modo migliore. Per questo, seguendo un taglio di “medicina pratica”, vi daremo una serie di consigli e istruzioni per far fronte a queste evenienze. 

I vari tipi di ustioni 
Le ustioni, o scottature, sono diverse a seconda della causa che le ha provocate e della loro gravità, e per ciascuna di esse occorrono anche cure differenti. Cominciamo con lo stabilire che esistono ustioni normali, provocate dal contatto della pelle con corpi a temperatura elevata (fuoco, liquidi bollenti, metalli roventi, scariche elettriche); ustioni da calore, che sono le più comuni scottature solari e infine le ustioni chimiche provocate dal contatto con acidi (solforico, nitrico, cloridrico) o sostanze alcaline (soda caustica). Le ustioni poi, a seconda della loro gravità, si dividono in: 
-ustioni di primo grado, le più lievi, che comportano un semplice arrossamento della pelle;
-ustioni di secondo grado, più gravi, nelle quali l’arrossamento è intenso e vi è la formazione sull’epidermide di vescicole piene di siero; 
-ustioni di terzo grado, le più gravi, nelle quali i tessuti sono bruciati e si formano delle vere e proprie piaghe. 

 

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E’ importante distinguere anche le ustioni leggere da quelle più gravi. Soffermandoci sulle prime, se l’ustione consiste in un semplice arrossamento della pelle, basterà far scorrere sulla zona colpita dell’acqua fredda. Se non si sono formate vesciche basterà ungere la parte ustionata con una di queste sostanze: vaselina, pomate all’ossido di zinco, olio di paraffina ed è consentito anche cospargere l’ustione con del bicarbonato di sodio in polvere. E’ necessario poi coprire la zona interessata con una garza sterile per qualche giorno. Se invece si sono formate delle vescichette, in genere è bene non applicare pomate, oli ecc... E’ bene lavare delicatamente con acqua e sapone; disinfettare bene con acqua ossigenata ed eventualmente pungere con un ago sterilizzato (è sufficiente la fiamma di un fiammifero) la bolla fino a farne uscire delicatamente il liquido.

Se si riscontrano ustioni di tipo grave, nel caso in cui ad esempio le vesti abbiano preso fuoco, c’è un solo sistema per spegnere le fiamme: soffocarle con indumenti o coperte (mai sintetici però). Coprire immediatamente l’ustione con una garza sterile asciutta, in modo da impedire il contatto con l’aria. Attendendo i soccorsi cercate di tenere l’infortunato sdraiato, con la testa più bassa dei piedi. Non fate bere alcolici di alcun tipo, sciogliete invece mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio e un cucchiaino di sale in un litro d’acqua e fate bere al paziente questa soluzione a intervalli, per sostituire i liquidi perduti con l’ustione.

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Le ustioni da calore
Note meglio come scottature solari, non rare, specie in questo periodo. Ecco come si possono curare: se la pelle è arrossata sono sufficienti delle creme emollienti; se le scottature sono estese e/o si sono formate delle vesciche non utilizzare pomate grasse, vanno invece protette le zone colpite con una medicazione di garza sterile leggermente inumidita con acqua e bicarbonato. Evitare inoltre di esporre al sole le zone scottate fino alla completa guarigione. 

Le ustioni chimiche
Per prima cosa lavate accuratamente sotto l’acqua la zona ustionata, in modo da diluire e asportare la sostanza che ha causato l’ustione. Se la scottatura è da acidi, ma non è grave, un rimedio d’emergenza può essere l’applicazione di sapone puro o anche della cenere (le nonne avevano ragione), in grado di bloccare la degenerazione dei tessuti cutanei; se la causa dell’ustione è un elemento alcalino è sufficiente applicare con una garza imbevuta una soluzione di aceto e limone.

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