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Ugg boots: gli stivali che si amano o si odiano

Gli Ugg Boots si amano o si odiano: oggettivamente informi e "brutti", da anni fanno tendenza, e tutte le celebrities e le fashioniste ne hanno un paio. Ecco la storia degli Ugg Boots e tante curiosità

A cura di Maria M.L.


Anche questo inverno abbiamo visto il ritorno degli UGG ai piedi di più o meno tutte le fashioniste – e non solo. Ma da dove nasce questa moda travolgente e ormai inarrestabile? Ripercorriamo insieme la storia dello scarponcino che è ormai un mito.

Vi stupirà scoprire (o forse no?) che l’origine del nome “ugg” sembra essere l’abbreviazione di “ugly”, cioè brutto. In effetti si tratta di calzature che vengono tradizionalmente usate da lungo tempo in Australia, dove il termine “ugg” non indica un brand specifico, ma un tipo di stivaletto in pelle di pecora, usato comunemente fin dai primi anni ’30 del secolo scorso, principalmente da contadini che volevano tenere i piedi al caldo.


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Va sottolineato però che inizialmente non era pensato per essere usato all’aria aperta, ma solo in casa: chi di voi ha provato infatti a uscire con gli UGG sotto la pioggia o la neve, o comunque in condizioni di forte umidità, si sarà resa conto che non sono affatto waterproof, e che ci si ritrova inevitabilmente con i piedi fradici.

Negli anni ’60 i surfisti iniziarono poi a servirsene per scaldarsi velocemente prima o dopo aver affrontato le gelide onde dell’oceano, e fu proprio un surfista, Brian Smith, che nel 1978 partì dall’Australia e si stabilì nella comunità dei surfers californiani, esportando l’uso di questi stivaletti e fondando il brand UGG.

Questo rimase per un certo tempo una realtà locale, finché nel 2000 la compagnia non spedì un paio di calzature a Oprah Winfrey, conduttrice del più famoso e seguito talk show americano: ne rimase così soddisfatta da spendere $50.000 per comprarne un paio per tutti i 350 membri del suo staff. Oprah li scelse di nuovo nel 2003 e nel 2005, inserendoli nello show “Oprah’s Favorite Things”: la moda era lanciata.


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Le celebrities d’oltreoceano, prima fra tutte Kate Moss, furono subito conquistate, e ovviamente le vendite decollarono vertiginosamente: gli UGG erano l’oggetto del desiderio di tutte le modaiole, e non tardarono a sbarcare anche in Europa e imporsi come must have assoluto.

Con il passare del tempo, sono state lanciate linee da uomo, per bambino, nuovi modelli e fantasie, e anche collaborazioni con i grandi nomi della moda, come ad esempio Jimmy Choo.

Sicuramente, gli UGG hanno il vantaggio di essere caldissimi, e se chiedete a chiunque ne possieda almeno un paio, vi sentirete subito raccontare quanto siano morbidi e confortevoli. Possono essere indossati con un jeans a sigaretta o skinny infilato all’interno, oppure con i leggins, o ancora con una gonna e collant opachi, meglio ancora se con anche un calzettone di lana tono su tono che spunta appena dal bordo.



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Tuttavia i contro non sono pochi: come detto, non sono impermeabili, problema non da poco nella stagione invernale, e anche dal punto di vista della salute, a detta degli esperti, la suola morbida non offre un sostegno sufficiente al piede, con conseguenze negative sulla postura e le articolazioni. Infine, l’estetica: sì, sono un trend consolidato, ma siamo sicure che siano… belli? L’origine stessa del loro nome direbbe il contrario, ed è innegabile che di per sé siano calzature un po’ goffe e informi, tant’è che spesso compaiono addirittura nelle liste degli indumenti femminili più odiati dagli uomini. Oltretutto, se indossati in un abbinamento sbagliato, ad esempio con un pantalone tipo cargo, un harem pant, o comunque un outfit over, il rischio di appesantire la figura è veramente dietro l’angolo, tanto più se non abbiamo un fisico da top model. Quindi, ok la tendenza… ma occhio all’effetto finale!

Nella gallery trovate tutte le celebrities che sfoggiano gli Ugg: cool o ridicoli?

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