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Professione modella: da dove cominciare?

Il vostro sogno è diventare una modella? Sappiate che non è una strada facile. Intervista a Rosa Baiano, giovane modella, che ci spiega diversi aspetti del suo lavoro

A cura di Massimo Raciti


E’ il sogno di molte ragazze. Sfilare su una passerella indossando gli abiti di uno stilista in voga o apparire su un catalogo pubblicitario o addirittura sulla copertina di una rivista patinata mette senza dubbio l’acquolina in bocca a molte ragazze che davanti allo specchio non riescono a mettere da parte un briciolo di vanità.


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Eppure, quello che può sembrare un lavoro privilegiato e ricco di soddisfazioni e vantaggi, nasconde molta più fatica, problemi e insidie di quanto non si pensi. Lavorare come modella significa, soprattutto all’inizio della propria carriera, correre su e giù per decine di casting giornalieri, durante i quali difficilmente si è scelti a causa di una folta concorrenza che a volte arriva a raggiungere le centinaia di aspiranti per un solo posto. Una volta si è scartate perché si è troppo magre, due ore dopo, ad un altro casting, perché si è troppo grasse. A volte si è scelte e la sfilata viene annullata.


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E non parliamo delle continue pressioni per mantenere un fisico che abbia determinate caratteristiche, in base ai cambi repentini della moda che possono mandare in panchina anche la modella più richiesta fino al giorno precedente. Dulcis in fundo, c’è da dire che tutti questi sacrifici non porteranno mai ad una celebrità assoluta: l’epoca delle top model conosciute dal grande pubblico è finita. Oggi chi conosce per nome è cognome le modelle sono solo gli addetti ai lavori.

Ma partiamo dall’inizio: quali sono i primi passi da affrontare per chi decide di lavorare come modella? Lo abbiamo chiesto alla bellissima Rosa Baiano, dell’Agenzia di moda e spettacolo FLC Management.


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Qual è stata, in breve, la tua storia, nel mondo patinato della moda?
Ho incontrato la luce dei miei primi riflettori nel 2006, con l’esperienza televisiva di Miss Italia, indossando i magnifici vestiti di Moschino e Coveri. Di lì una serie di servizi fotografici tra cui Fergi e Sarah Chole.

E’ necessario trasferirsi in una grande città per poter lavorare?
Per fare moda a livello professionale sarebbe più indicata la grande Milano, dove ho trascorso un breve periodo. Ma ho preferito Roma poiché, piuttosto che fossilizzarmi sulle passerelle, ho preferito intraprendere la via del cinema, che vede la stessa Roma come città portante di tale titolo.


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Qual è la giornata tipica di una modella?
Di quelle famose non so, posso solo descrivere la mia. Dunque, mi sveglio la mattina presto, faccio una doccia veloce ed esco di casa. Arrivo sul set fotografico ed ecco li subito pronto lo staff al completo, a mia disposizione, pronto a modificare il mio aspetto a seconda del capo che ho da indossare… tutto questo mi fa impazzire! C’è sicuramente una pausa pranzo, durante la quale mangio velocemente un trancio di pizza e subito si ricomincia fino a sera. Poi ritorno a casa mi preparo per andare a letto, felicissima della giornata appena terminata.

E’ necessario frequentare corsi?
Inizialmente mi era stato consigliato qualche corso, poi accorgendomi che non mi sembrava poi così utile, ho preferito imparare tutto sul campo. Sono stata molto fortunata, iniziando con Miss Italia.


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Il book viene pagato e fornito alla modella dall’Agenzia?
Così dovrebbe essere, ma nella maggior parte delle agenzie purtroppo ciò non accade. Quindi, vedendo i prezzi dei corsi di portamento abbastanza elevati, risulta chiaro che il book, consegnato solo al termine dello stesso corso, risulta essere pagato dagli stessi modelli o modelle.

Hai mai avuto problemi che ti hanno fatto chiedere se ne valesse la pena continuare?
Si, mi è capitato nel periodo di Miss Italia. Di certo una bellissima esperienza ma faticosissima al punto che ho perso quasi 10 kg in un mese, quindi questo mi ha portato a domandarmi se ne valesse la pena continuare o meno. Il bilancio è stato comunque molto positivo, perché poi mi sono abituata a quel ritmo e ripreso i chili persi.


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Quando finisce la carriera di modella quali sono gli sbocchi lavorativi, una volta abbandonata la passerella?
Dipende. Se guardiamo le icone della moda mondiale (Naomi Campbell, Claudia Schiffer, ecc...) potremmo dire che questo lavoro sia alquanto longevo. Questo grazie anche ai mass media che mantengono costanti i riflettori su di loro. Per il restante mondo delle modelle invece, che comunque svolgono quotidianamente il proprio lavoro, arrivate alla soglia dei 30 anni termina la propria professione. Al termine della carriera possono aspirare, gestendo al meglio la propria immagine, al mondo dello spettacolo o del cinema. Purtroppo ultimamente leggiamo che alcune di esse si danno al mondo delle “escort”, preoccupandosi più dell’aspetto economico che di quello artistico, professionale e soprattutto morale.

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Un consiglio a chi desidera intraprendere questo lavoro?
Essere sempre stessi, non lasciarsi condizionare dall’esigenza degli stilisti che vogliono le modelle sempre più magre, per esaltare la bellezza delle proprie collezioni, lanciando cosi falsi messaggi a chi segue la propria attività attraverso i mass media.

In bocca al lupo a tutte le lettrici che si vogliono cimentare in questo lavoro e soprattutto a Rosa che ha tutte le carte in regola per raggiungere i livelli delle sue colleghe più famose!

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