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8 marzo: festa della donna

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Origine e vero significato di una ricorrenza che non è proprio una festa, ma un giorno per ricordare...

Festa della donna: le origini e perchè festeggiarla

Ormai lo sanno tutti, anche perchè già da diversi giorni, le nostre città hanno iniziato a riempirsi del giallo delle mimose.... l'8 marzo è la festa della donna. Volete saperne di più? 
 
Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Tra di loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle donne italiane che, come le altre, cercavano di migliorare la loro condizione di vita. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia. 
 
L'8 Marzo fu quindi istituito, su proposta delle marxiste-leniniste russe ed europee, ispirate da Lenin, per ricordare il martirio delle 129 operaie. Esso ricorda quindi innanzitutto il tributo di sangue pagato dalla classe operaia femminile nella lotta contro lo sfruttamento capitalista e per l'emancipazione sociale. Più tardi la data assunse un'importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il riscatto della propria dignità. L'8 Marzo è quindi il ricordo di quella triste giornata. Non è una "festa" ma piuttosto una ricorrenza da riproporre ogni anno come segno indelebile di quanto accaduto il secolo scorso.
 
Secondo altri invece la coincidenza delle due date è solo casuale e fanno risalire la scelta ad una manifestazione di donne russe che, il 23 febbraio 1917, a San Pietroburgo manifestarono per rivendicare condizioni di vita migliori ed il ritorno dei mariti impegnati al fronte. In Russia, a quel tempo, si adottava il calendario Giuliano, che risulta sfasato di alcuni giorni rispetto al nostro, per cui quel 23 febbraio coincideva con il nostro 8 marzo.
 
Ai giorni nostri la festa della donna è molto attesa, le associazioni femminili organizzano manifestazioni e convegni sull'argomento, ma è attesa anche dai fiorai , dai proprietari di ristoranti e locali di strip maschile (sigh) che, come accade per San valentino, non aspettano altro per rimpinguare le loro tasche.
 
Nel corso degli anni, quindi, è andato in massima parte perduto il vero significato di questa ricorrenza, perché la grande maggioranza delle donne approfitta di questa giornata per uscire da sola con le amiche per concedersi una serata diversa, magari all'insegna della "trasgressione", che può assumere la forma di uno spettacolo di strip maschile. Proprio come fanno gli uomini quindi quando vogliono concedersi una serata di soli uomini. Insomma tanta fatica per emnciparsi e poi siamo sempre allo stesso punto?

Perché proprio la mimosa è il simbolo della festa della donna? 

Sembra che la mimosa sia stata adottata come fiore simbolo della festa della donna dalle femministe italiane. Era il 1946 quando l’U.D.I. (Unione donne italiane) stava preparando il primo “8 marzo” del dopoguerra. Si cercava un fiore che potesse contraddistinguere e simboleggiare la giornata. E furono le donne italiane a trovare nelle palline morbide e accese che costituiscono la profumata mimosa il simbolo della festa delle donne. In più questi fiori avevano (e hanno) il gran vantaggio di fiorire proprio nel periodo della festa e di non essere troppo costosi.

Come conservare la mimosa

La mimosa è un fiore molto delicato ed ha purtroppo vita breve. Basta però un piccolo trucco per allungare la vita a questo fiore, utilizzando un coltellino affilato, eliminate tutte le foglie che si sino rovinate e quelle che crescono in basso: queste infatti marciscono rapidamente perché a contatto con l'acqua del vaso. Riempite il vasetto con dell'acqua tiepida in modo da far fiorire i capolini non ancora aperti e a rendere più soffici quelli già sbocciati. Inoltre tenere il vasetto lontano da igni fonte di calore (es. termosifoni) altrimenti l'aria secca peggiorerebbe l'aspetto della mimosa. Se invece volete far seccare i fiori eliminate del tutto le foglie dagli steli poi appendete il mazzolino a testa in giù in un locale asciutto, poco luminoso e con buon ricambio d' aria e tenetelo così finché non è seccato.
 

 

 

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