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Le mutilazioni genitali femminili

Intervista al Dott. Alessandro Gattai, collaboratore presso il Centro di Riferimento Regionale Mutilazioni Genitali Femminili di Firenze

infibulazioneCi sono storie che non riescono a lasciarci indifferenti....non si riesce proprio a farsele scivolare addosso come se nulla fosse. C'era una volta in Africa un villaggio, un villaggio come tanti illuminato da un sole cocente e crudele, fatto di capanne e povertà, però con una particolarità, i suoi abitanti: tutte donne. Nessun uomo, eccezion fatta per i figli, che di una madre sono e resteranno parte integrante a prescindere dal sesso. Un villaggio vietato agli uomini e scelto da chi dagli uomini ha deciso di fuggire, non perché animato da sogni di gloria o per desiderio di vendetta, ma solo per rispondere ad una volontà più forte ad un istinto atavico insopprimibile: la sopravvivenza.Ecco questa storia, la storia della scelta di queste donne, sfuggite alle regole non scritte appesantite da secoli di tradizione, mi ha colpito, e mi ha spinto a riflettere su come a volte il desiderio di sentirsi liberi, nel senso più proprio del termine possa portare a ribellarsi ad un destino che pare già segnato dal primo vagito emesso. Allo stesso modo mi ha portato a riflettere l'incontro con uno psicologo che nella magnifica città di Firenze ha deciso di confrontarsi ed offrire sostegno a donne che una scelta invece l'hanno subita nell'età in cui non era possibile ribellarsi, e che potrebbero per tradizione continuare ad imporla alle proprie figlie e sorelle: la mutilazione degli organi genitali femminili. Sul perché di questa, chiamiamola, tradizione ci sono pagine di trattati e rapporti dell'ONU, ma la voce di queste donne che l'hanno subita e che forse stanno per imporla a loro volta, raramente ci si sofferma ad ascoltarla. Questa intervista è il risultato di un racconto e della voglia di capire, più che di giudicare, anche perché a farlo siamo in tanti e senza particolare cognizione di causa.

Dott. Gattai raccontaci un po' di te e di come sei arrivato ad occuparti delle Mutilazioni Genitali Femminili

Collaboravo con il Dipartimento Materno Infantile ad un progetto di ricerca sul benessere delle cittadine nell'esperienza della degenza, in quella sede ho conosciuto il Dottor Omar Abdulcadir Hussen – responsabile del centro di riferimento Regionale per le mutilazioni genitali femminili della regione toscana. Nel passato altri colleghi con altri progetti di ricerca avevano collaborato con lui producendo un lavoro eccezionale, io nello specifico ho sia competenze come ricercatore che come counselor, in questo senso la nostra collaborazione è diventata quasi naturale.

Quali sono le dimensioni del fenomeno a Firenze?

Ad oggi non esiste uno studio epidemiologico, la stima dunque è approssimata , si sta iniziando a fare una prima mappatura adesso.Il centro comunque ha una media di circa 90 interventi di deinfibulazione l'anno.

Le mutilazioni genitali femminili hanno ampia diffusione: la MGF viene messa in pratica in più di ventisei regioni del continente africano, in alcune zone della penisola araba e in Asia.
Per la precisione, per dare un idea della diffusione del fenomeno, la MGF è presente da un lato all'altro dell'Africa, tra il tropico del Cancro e l'Equatore. La recisione è documentata nel sud della penisola araba e nei luoghi circostanti il Golfo Persico, che includono lo Yemen del sud, l'Oman, gli Emirati Arabi e il Bahrain. L'infibulazione viene praticata dai musulmani in Somalia, in quei territori abitati dai somali in Etiopia, Kenya e Djibouti, nel Sudan (eccezione fatta per i non musulmani residenti nel sud della provincia), nella Nigeria del nord e in alcune parti del MaliNello specifico, cioè nella realtà in cui ti ritrovi ad operare quali sono le etnie immigrate in Italia che ammettono l'esistenza del fenomeno e che per via diretta o indiretta vi si sono ritrovate a contatto

Qual è il bacino di utenza a cui fai riferimento?
grafico infibulazione








Effettivamente un grafico rende anche visivamente meglio l'idea. 1828 donne straniere residenti in Italia, solo nella provincia di Firenze....
Il riferimento non comprende eventuali clandestinità , la fotografia demografica non può essere mai funzionale in quanto il fenomeno si inquadra all'interno di flussi migratori, il centro riceve donne da tutta Europa.Mi trovo ad operare prevalentemente con donne somale, etiopi , eritree, sudanesi e nigeriane.
infibulazione
Quanto può essere difficile rapportarsi con una donna che ha subito una MGF?

Più di un anno di permanenza al Centro di Riferimento Regionale Mutilazioni Genitali Femminili di Firenze, mi ha dato la possibilità di entrare in contatto direttamente con donne che avevano subito questa pratica, rituale per la loro tradizione, di orrore per il mio pensiero occidentale. Ecco che si presenta forte subito un punto: il mio pensiero di uomo prima e ricercatore poi, cresciuto e vissuto esclusivamente in un contesto "evoluto", europeo e di matrice cattolica, faceva sì che l'ascolto e la facilitazione nei colloqui con queste donne fosse uguale a zero.La ricerca di un punto di contatto di una visione, la mia, che scavalcasse i miei script mentali e culturali, nel momento che mi trovavo ad accogliere le loro storie, diventava fondamentale per il prosieguo di questo lavoro.
La lettura di alcuni passi del Corano, ad esempio, o lo sforzo di comprendere la diversità culturale, mi hanno da subito reso la strada in salita.Penso che la chiave di svolta, almeno lo spero, sia stata il fatto di iniziare ad accettare le loro storie, di condividerle e non di capirle, di accompagnare e non di guidare i colloqui; alla fine, e siamo quasi ai giorni nostri, le storie che ho raccolto e l'esposizione emotiva con queste donne ha iniziato a dare risultati apprezzabili.Questo tipo di esperienza mi ha permesso di sentire come sia fondamentale sviluppare la relazione empatica, relazione che ha permesso di farmi percepire vicino e in condivisione (congruenza empatica) con le emozioni dei miei utenti.Il lavoro svolto nei colloqui mi ha fatto innanzitutto capire che per costruire questo tipo di relazione è stato importante "spogliarmi dei miei script comportamentali" permettendo quindi alle mie emozioni di fluire naturalmente nell'ascolto dell'altro, senza barriere , pregiudizi e soprattutto stereotipi.

La MGF ha diverse origini ed ha subito diverse evoluzioni, (tanto che nel rapporto del 2005 dell'Unicef si parla di 5 diversi livelli di mutilazioni), qual è la giustificazione che viene più spesso offerta dalle donne con cui hai avuto esperienza diretta per spiegare il fenomeno?
Inoltre a torto, nel pensare comune, si ritiene che la MGF abbia un'origine religiosa, nello specifico nell'Islam, che in realtà non suggerisce o obbliga in alcun modo tali pratiche. Ti è mai capitato che proprio la religione venisse utilizzata come causa o origine di tale pratica?
Il problema è che nemmeno loro hanno bene in testa perché esiste questa pratica, hanno la sensazione che serve per essere accettate dall'uomo , per essere sposate, per dare piacere al proprio uomo, in alcune tribù si ritiene che l'eliminazione della clitoride serva per non danneggiare il nascituro durante il parto , è una pratica animistica e la radice di significato si perde nella storia, sicuramente non ha niente a che vedere con la religione islamica, anche se in alcuni casi la si associa a questa, probabilmente per difetto di interpretazione.La religione non ha nessun motivo di giustificazione , ma ti voglio riportare questo dato antropologico, molti africani che incontro quando parlano della loro religione hanno un comune denominatore : "la nostre religione viene dall'Arabia , il corano è in arabo" , pochi sanno l'arabo, chi diffonde il verbo del profeta si può desumere che non sempre sia preciso nella traduzione. Va aggiunto che nelle campagne contro il fenomeno delle MGF, fatte nei paesi di origine, sono coinvolti direttamente gli Imam , i quali nel professare il corano vietano l'uso di tale pratica, che però convive come tradizione animistica.

Si può pensare che la MGF venga perpetuata anche nei paesi che accolgono flussi migratori quasi come fosse una radice culturale da cui non si può né tanto meno si vuole staccarsi?

Per legge in Italia questa pratica è proibita, ad esempio in Inghilterra non vi è legislazione, ma ti voglio raccontare questo perché effettivamente capita a volte madri che si recano al consultorio con la bambina per chiedere se secondo il medico è il momento giusto per l'escissione clitoridea, lo chiedono in totale naturalezza, quando si riescono a intercettare si inizia un opera di convincimento e cura. Non posso escludere che si rechino altrove per portare a termine una cosa che è tradizionale quanto la circoncisione maschile per altre religioni.

Le donne con cui hai avuto modo di rapportarti hanno manifestato il convincimento di voler proseguire tale rito barbaro anche sulle loro figlie? Se si quali giustificazioni hanno addotto?

Le donne con le quali ho parlato no , dato che si erano rivolte al centro per deinfibularsi e per tutte vi era il convincimento che ciò non potesse accadere alle proprie figlie. Mi chiedo sempre l'altro 90% della costellazione come la pensa, quali sono le percezioni e le opinioni le costruzioni mentali; ti dico questo perché forse nel 2008 pare si sia aperto uno spiraglio finanziario per sviluppare una ricerca di approfondimento e sensibilizzazione direttamente all'interno delle comunità.Ne approfitto per dirti che il sottoscritto , così come i colleghi che mi hanno preceduto , svolge la sua attività presso il centro da più di anno in maniera completamente volontaria e gratuita.

A questo punto ne approfitto anch'io per sottolineare la gratuità dell'iniziativa, e ringraziare della disponibilità il Dott. Alessandro Gattai, e per sperare che non siate restati completamente indifferenti a questa storia (non stiamo parlando di Africa, oscura e misteriosa, ma di Firenze, città come molte altre città italiane, dove ci sono tanti pezzi di Africa).Continuare a sperare di cambiare le cose, forse non basta, ma di sicuro aiuta a vivere meglio... e a sognare di visitare quel villaggio sperduto in Africa, un villaggio particolare, gli abitanti sono tutte donne che hanno deciso di scegliere, liberandosi e affrancandosi da mariti, padri, madri, che per loro avevano già scelto...
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