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L'ansia: perchè le donne ne soffrono di più?

Oggi parliamo di ansia e dei numerosi disturbi correlati come le fobie o il panico. Ma perchè questi disturbi affiggono più le donne e gli uomini? Siamo meno assertive e quindi meno capaci di gestire l'ansia?

A cura di Schiribizza


Le donne hanno una probabilità molto maggiore di sviluppare nel corso della vita almeno uno dei disturbi che rientrano nella grande categoria dei disturbi d’ansia. Tale probabilità è circa due o tre volte superiore rispetto a quella degli uomini. Le cause di questa spropositata differenza, in termini di probabilità di insorgenza, tra i due generi, sono molteplici e di diversa entità: i ricercatori hanno appurato che il patrimonio genetico ed alcuni fenomeni fisiologici giocano un ruolo determinante assieme a fattori di natura socioculturale.

L’ansia è il sintomo prevalente dei disturbi d’ansia: essa si differenzia dalla paura, nonostante siano entrambe delle risposte umane e normali alla sensazione di pericolo. L’ansia è un’emozione spiacevole di disagio associata ad una sensazione di pericolo generale, la paura è ugualmente un’emozione spiacevole, ma si riferisce ad un oggetto definito.

ansia-disturbi-1Non è possibile stimare con precisione l’età di insorgenza dei disturbi d’ansia in quanto essi possono manifestarsi in qualsiasi momento della vita ed a qualsiasi età, ad eccezione del disturbo di panico, il quale viene raramente diagnosticato nei bambini e si palesa in media attorno al trentacinquesimo anno di età. Se paura ed ansia sono reazioni umane ritenute “normali”, quando l’ansia è considerata patologica? Tale valutazione è effettuata tenendo conto di due fattori: il contesto in cui l’ansia si è manifestata e la quantità di ansia esperita, che può variare da lieve, moderata o grave.

 Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali elenca solo i disturbi in cui l’ansia è il sintomo prevalente, ovvero: il disturbo di panico, le fobie, il disturbo post traumatico e acuto da stress, il disturbo d’ansia generalizzato ed il disturbo ossessivo-compulsivo.

Il disturbo di panico è costituito dalla presenza attacchi di panico ricorrenti, i quali causano un progressivo aumento dello stress e del disagio, comportando una menomazione nel funzionamento lavorativo, sociale e di altre aree importanti. La diversa insorgenza del disturbo di panico nel genere maschile e femminile è da attribuire a differenze genetiche ed ormonali; inoltre questo disturbo nelle donne è associato anche all’insorgenza di altre patologie come ad esempio il prolasso della valvola mitralica e l’ipertiroidismo e più in generale anche ad asma, alcalosi respiratoria compensata, aritmie cardiache, capogiri e malattia polmonare cronica ostruttiva. E’ opportuno considerare che le fluttuazioni dei livelli ormonali nelle donne con il ciclo mestruale condizionano l’equilibrio dei neurotrasmettitori e di altri circuiti fisiologici, i quali sono associati all’insorgenza dei sintomi di panico, come tachicardia, sudorazione, asfissia, dispnea, brividi o vampate di calore, dolore al petto, nausea, dolori addominali, sensazione di sbandamento e paura di morire.

La fobia è una sensazione di intensa, persistente e spesso irrazionale paura di un oggetto o di una situazione specifica: tali eventi o oggetti vengono evitati dall‘individuo oppure sopportati con immenso disagio. Tra i vari tipi di fobie vi è l’agorafobia, ovvero la paura degli spazi aperti o dei luoghi affollati. Essa è spesso presente nei pazienti che soffrono di disturbo di panico, i quali evitano i luoghi molto affollati in quanto temono di esperire un attacco di panico e di non riuscire a ricevere l’aiuto necessario in momenti in cui si prova immenso terrore. Anche l’agorafobia è una fobia assai frequente, così come il di disturbo di panico, nelle donne.
Tra le fobie frequenti nelle donne è importante menzionare anche la fobia sociale: essa consiste nella paura di parlare in pubblico, in situazioni in cui si è sottoposti al giudizio altrui ed in cui si è osservati. Tra le cause vi sono traumi infantili, umiliazioni subite in pubblico, scarsa autostima ed ipersensibilità, associata genericamente al genere femminile. Tuttavia, da alcuni studi è emersa una sorta di predisposizione all’insorgenza della fobia dovuta a basi genetiche.

Il disturbo post traumatico e acuto da stress si presenta a seguito di un evento traumatico che ha coinvolto o il paziente in prima persona, oppure una persona ad egli cara e che ha comportato ferimenti gravi o la morte. È frequentissimo in soggetti che hanno vissuto violenze (anche sessuali), terremoti, guerre, furti ed anch’esso comporta una sorta di disagio e di menomazione nel funzionamento dell’individuo. I sintomi che caratterizzano questo disturbo sono l’evitamento dei discorsi e dei luoghi correlati al trauma, flashbacks, sogni, pensieri ricorrenti circa l’evento, fenomeni di stress associati a dolori di varia natura, non correlati da reali patologie mediche, e all’aumento dell’attività neuro-vegetativa come la frequenza cardiaca, l’aumentata sudorazione e così via.
La differenza tra disturbo post traumatico da stress e disturbo acuto da stress è meramente temporale: se questi sintomi perdurano per un tempo minore o uguale ai trenta giorni si tratta di un disturbo acuto da stress, viceversa se i sintomi si protraggono per più di un mese si è in presenza di un disturbo post traumatico da stress. La causa della maggiore insorgenza di questo disturbo nelle donne è dovuta assai probabilmente al fatto che sono spesso vittime di violenze altamente traumatiche, non unicamente di tipo sessuale, che hanno luogo frequentemente nel contesto domestico.

Il disturbo d’ansia generalizzato è caratterizzato da un senso di ansia cronica, pervasiva ed assai debilitante per la maggior parte del tempo, costringendo il soggetto ad un continuo stato di stress e di preoccupazione infondata. I sintomi fisici presenti in questo tipo di disturbo sono svariati, come sudorazione eccessiva, nausea, secchezza delle fauci, senso di fatica eccessivo, cefalea, dolori muscolari ed insonnia. Anche questo tipo di disturbo causa disagio e menomazione nel funzionamento dell’individuo.
La ragione per la quale questo tipo di disturbo sia più frequente nelle donne non è stata ancora dimostrata con dati certi.

Il disturbo ossessivo-compulsivo è una condizione che comprende pensieri ansiogeni, ripetitivi e intrusivi, le cosiddette ossessioni, le quali possono anche assumere la forma del dubbio, anch’esso persistente e ripetitivo, e le compulsioni, ovvero rituali e comportamenti esercitati al fine di alleviare e neutralizzare l’ansia causata dai pensieri intrusivi. Le percentuali di probabilità di insorgenza del disturbo non sono così nette come per i disturbi sopra citati, tuttavia le donne hanno spesso un’alta probabilità di manifestare, in concomitanza con i sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo, depressione: quest’ultima rientra nella categoria dei disturbi dell’umore, la quale tende a presentarsi in misura molto maggiore nelle donne rispetto agli uomini. I

nfine, sono state proposte spiegazioni socioculturali per tentare di giustificare questo ampio tasso di differenza tra uomini e donne: è probabile che alle donne venga insegnato in misura minore rispetto agli uomini ad essere autosufficienti ed assertive, capacità assai utili nella gestione dell’ansia nella vita quotidiana.
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