gpt strip1_generica-sos
gpt strip1_gpt-sos-0
gpt skin_web-sos-0
1 5

Autolesionismo ed emo

Intervista allo psicologo romano Alessio Testani, che ci spiega l'origine di gesti autolesionistici nei più giovani come ad esempio farsi dei tagli, e qual'è la loro correlazione col mondo degli Emo

A cura di Antonella Marchisella

 

emo_tagli_1In seguito all'intervista sul tradimento, noi di Girl Power abbiamo proposto delle nuove domande al Dottor Alessio Testani, psicologo, al quale dedichiamo un ringraziamento speciale, che con grande disponibilità ci ha spiegato nei dettagli la pratica autolesionistica dei tagli sulle braccia e le sue correlazioni con i tanto discussi Emo

Dottor Testani, che cosa pensa dei cosiddetti "tagli sulle braccia", che cosa esprimono e chi riguardano maggiormente? 
Questa forma autolesionistica esprime un disagio interiore ma anche una ricerca di appartenenza ed identità. E' un fenomeno prettamente adolescenziale, poiché in questa fase molti giovani tentano di trovare la propria identità con l'adesione a gruppi sociali a volte estremi e col rifiuto dei modelli propugnati dalla Società e dalla loro famiglia.

Questa forma autolesionistica sembra quasi costituire una moda. Come mai è spesso associata agli Emo? 
Viene associata a loro per vari motivi. Già la parola emo e' la radice greca di sangue, ma soprattutto perché ascoltano un genere di musica chiamato emocore (emotional-hardcore), sorto negli anni 80 dal punk e dal gothic e che ha come scopo quello di emozionare il pubblico con forti sensazioni. E' una sorta di punk-rock più moderno e melodico. 

emo_tagli_2Le vogliamo citare il caso di una ragazza che si procurava dei tagli sulle braccia, e che un giorno lasciò il proprio diario incustodito sul letto, a portata della madre. Il fatto che abbia lasciato il suo diario in vista, dove probabilmente avrà scritto le sue confessioni anche circa quei tagli, può essere visto come un buon segno, ad esempio un inizio di guarigione? 
Lasciare il diario in vista può essere inteso come un comportamento sintomatico in cui la ragazza inconsciamente voleva farsi scoprire dalla madre. Potrebbe essere un segno positivo, non parlerei di inizio di guarigione ma di una richiesta inconscia di aiuto. 

Dottor Testani, questo tipo di autolesionismo sembra riguardare in particolare le ragazze. Come mai secondo Lei? Ed inoltre, è possibile che una ragazza, tramite questo farsi del male, stia cercando semplicemente un' identità in cui potersi riconoscere? Un' altra sè stessa? 
Le ferite fisiche in questa neocultura rappresentano sicuramente una ricerca di identità. Ma anche un segno tangibile di appartenenza ad un gruppo che vuole esprimere in questo e altri modi i propri stati d'animo, i propri disagi, il loro rifiuto per tutto ciò che la massa segue come le veline o i calciatori. Spesso il tagliarsi diventa una sorta di dipendenza perché la usano per tenere a bada la crescente agitazione ed ansia. Ciò che però si nasconde di solito dietro i loro atti autolesivi e' la difficolta' a relazionarsi col mondo, l'incapacita' di affrontare le proprie angosce interiori, fino a fantasticare l'esperienza della morte giustificandola come soluzione estrema per raggiungere l'agognata pace. Una ragazza che si autolesiona non sta cercando un'altra se stessa, ma sta chiedendo aiuto per trovare la vera se stessa. 

emo_tagli_3Lei è molto giovane, eppure già famoso nel campo terapeutico, dove quotidianamente registra successi. Potrebbe fornire un utile consiglio ai genitori che hanno un figlio/a vicino a questo quadro drammatico autolesionistico? 
Io penso che un genitore debba avere l'umilta' di sedersi accanto al figlio e di ascoltarlo veramente, senza giudicarlo o colpevolizzarlo, altrimenti non fara' altro che rinforzare l'attuazione di questi comportamenti autolesivi. Inoltre credo che un genitore debba avere la curiosità di capire la filosofia e le ragioni di questo movimento, perché presenta anche degli aspetti interessanti e culturalmente elevati, rifacendosi alla cultura decadentista e dei poeti maledetti francesi. Inoltre anche la qualità musicale di alcuni gruppi emo e' notevole.

In definitiva Lei come approccia a questo problema nell' ambito della Sua attività terapeutica? 
Nell'ambito della mia attività di ascolto e consulenza cerco di instaurare con l'adolescente un dialogo sinceramente empatico, in cui do spazio all'espressione e all'emersione del dolore e delle angosce, mettendomi in una posizione non giudicante o superegoica.

gpt native-bottom-foglia-sos
gpt inread-sos-0
gpt skin_mobile-sos-0