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Cos'è un counselor olistico? Intervista a Danilo Facecchia

La medicina a cui siamo abituati di solito combatte i sintomi tramite i farmaci senza capire dov'è l'orgine della patologia. Intervista a Danilo Facecchia, esperto e counselor olistico

A cura di Antonella Marchisella


Ancora oggi tendiamo a scambiare il sintomo con una malattia, andando a ricercare da subito nei farmaci la soluzione ai nostri malesseri, dimenticandoci della straordinaria potenza della nostra mente. “Se prendiamo atto delle recentissime scoperte scientifiche, di quello che da millenni alcune culture ci suggeriscono riusciremo a passare dalla medicina fatta da farmaci e chirurgia alla medicina della “mente-corpo” sostiene il Dott. Danilo Facecchia, Counselor Olistico che presta la sua opera presso l’Associazione Liberamente di Brindisi .
Noi di Girlpower lo abbiamo intervistato, ma per spiegare il suo pensiero partiremo da un video del ricercatore internazionale Dott. Masaru Emoto  che da anni fotografa i cristalli d’acqua, ed il quale ha scoperto che questi assumono forme regolari ed armoniose con pensieri e parole positive; viceversa assumono forme irregolari con pensieri e parole negative.


Dott. Facecchia che legame ha la nostra psiche con l'acqua? E che potere ha il pensiero su di noi, sul nostro organismo?
Potrei affermare che quel video è una metafora. Secondo alcune ricerche l’acqua risente del mondo esterno e dei pensieri e risponde chiaramente sintonizzandosi su questi. Secondo alcune filosofie orientali l’acqua è l’elemento preesistente e quindi l'elemento deputato ad accogliere, trasportare e tradurre l'atto creativo stesso. L’acqua si trova nella terra è concentrata negli esseri viventi e spesso si dice che è qualcosa di spirituale perché persiste in ogni cosa. Ho scelto l’acqua per esprimere la mia idea perché è l’elemento predominante nell’uomo e quindi le sue particelle sono in ogni parte di noi. Secondo la fisica quantistica le particelle sono tenute assieme da un’energia immateriale che crea equilibrio o squilibrio. Un’emozione, un pensiero è un’onda di energia che vibra nell’etere e penetra anche nel nostro corpo, nelle cose e persone circostanti. La coscienza è in grado di collassare l'onda in particelle e viceversa ecco perché proviamo emozioni col corpo. 

Perché ancora oggi tendiamo a scambiare un sintomo con la malattia?
Siamo abituati dalla cultura occidentale (pubblicità di case farmaceutiche senza scrupoli, errata cultura della salute, la medicina occidentale) a contrastare il sintomo ad un livello alto del problema perché la vita moderna ci costringe ad eliminare un mal di testa, un mal di pancia, un mal di schiena etc con un analgesico ed essere pronti ad affrontare la giornata. Ma se il problema persiste nel tempo continuerò a prendere per il resto della mia vita quel medicinale? E gli effetti nel tempo di quella medicina li conosciamo? Le case farmaceutiche li rendono noti? Conosciamo i veri pericoli? Se abbiamo la febbre la prima cosa che ci viene in mente da fare è prendere un medicinale per attenuarla. In questo caso cosa abbiamo fatto? E’ comparso un sintomo e lo abbiamo eliminato ma l’infezione, quindi la malattia, che ha generato la febbre è ancora lì… Spesso noi crediamo che l’”infezione” sia la “febbre” e questo ci porta a non curare la malattia vera e propria ma solo la sua manifestazione. Questo è un concetto generale ma se poi andiamo nel particolare possiamo renderci conto che alcune “specializzazioni” della medicina ci fanno credere che siamo malati e abbiamo bisogno di medicine dichiarando la manifestazione sintomatica come malattia. Un esempio sono i disagi psichici che secondo la psichiatria e molti psicologi sono malattie che vengono identificate dal sintomo. Cioè se una persona è ansiosa è malata di disturbo d’ansia . È come dire che chi ha la febbre è malato da disturbo di febbre. Quindi il sintomo è la manifestazione di un qualcosa che è dentro di noi, è l’esternazione fisica di un disagio interiore. Soffermarci sul sintomo potrebbe farci sottovalutare o risolvere in modo errato una problematica o non risolverla affatto.

Danilo, Lei si definisce un "Counselor Olistico". Di che cosa si occupa esattamente questa figura professionale, o meglio, qual è la visione delle cose di un Counselor Olistico?
 Il CNEL (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, istituito dall’art. 99 della Costituzione della Repubblica Italiana) elenca il counseling tra le professioni emergenti. Il counseling in Italia è una libera professione non regolamentata. Ciò significa che, in assenza di norme, teoricamente,chiunque può chiamarsi counselor e aprire uno studio di counseling; in Italia la definizione di tale “professione” nasce da un’errata traduzione del termine, cui segue una confusione operativa in coloro che si cimentano in questa professione. La traduzione della parola counselling dà l’idea di un “consigliare”, ma in realtà non è traducibile in italiano con il termine consigliare o consulenza; non si tratta, infatti, di un’attività centrata sul fornire consigli o pareri personali, se lo facesse significherebbe non tenere conto della singolarità ed unicità del cliente. In tutta verità posso dire che è impossibile scindere dalla professione psicologica qualsiasi attività che abbia a che fare con la consulenza alla persona pur avendo formazioni a volte contrapposte. Anche se in alcuni paesi come la Francia, l’Inghilterra ed altri, hanno riconosciuto la professione di counsellor separandola da altre figure ritengo che non sia del tutto corretto, prova ne è che le scuole , in Italia, che vendono questi titoli sono le stesse che insegnano, agli psicologi e medici, la psicoterapia. Personalmente credo che la figura del Counselor dovrebbe essere specializzante per uno psicologo, anche se la formazione in psicologia spesso si contrappone all’idea del counselor olistico che parte da principi opposti. In Francia la formazione che ho conseguito mi ha dato la possibilità di essere riconosciuto come psychothérapeute ma in tutta onestà non credo di esserlo visto che in Italia per essere psicoterapeuta occorrono 9 anni di studi, non a caso ho deciso di diventare uno psicologo italiano. Mi definisco counselor olistico perché non ritengo di essere uno psychothérapeute, o uno psicologo standard di domani. Vista la mia esperienza di varie culture occidentali ed orientali, il titolo che mi attribuisco è l’unico che possa identificarmi al meglio. Il Counselor olistico insegna a supportare il ripristino dell’equilibrio psicofisico dell’individuo, sintonizzandosi sulla persona, sulla sua unicità e irripetibilità, anziché sugli squilibri apparenti e sintomatici. Il Counseling Olistico vuole integrare approcci diversi allo studio della mente per fonderli in una visione unitaria della Persona, sviluppando forza interiore, capacità comunicative e di auto-guarigione dalle pratiche delle antiche tradizioni spirituali orientali alle ricerche più recenti della psicologia, delle neuroscienze,dell’ipnosi,della fisica quantistica e vengono utilizzati metodi unici, personalizzati sia per il singolo che per il gruppo inteso quest'ultimo anche come famiglia.

Visita www.assoliberamente.host22.com Per conoscere le scoperte del Dott. Masaru Emoto puoi leggere il suo libro “Il Miracolo dell‘acqua” - Punto d’incontro Editore
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