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Il Mandala: un cerchio magico

Il Mandala è un disegno composto da tante figure geometriche tipico della cultura orientale: molto profondo il suo significato simbolico, che vuole conferire una struttura al caos

A cura di Antonella Marchisella

 

mandala_1Il Mandala è un disegno composto dall'associazione di figure geometriche ed ha un significato simbolico (da molti definito universale), presente in epoche diverse e in culture differenti, che ha attratto l'attenzione di molti studiosi tra i quali lo psicologo svizzero Carl Gustav Jung, che col suo sapere filosofeggiante ne ha fatto oggetto dei propri studi per oltre un ventennio. Secondo lo psicologo di formazione analitica, il Mandala racchiude l'energia della psiche umana (anche se "racchiude" è probabilmente un termine riduttivo), potrebbe essere una vera e propria rappresentazione simbolica della psiche, attraverso il quale poter conferire una struttura al caos, ma procediamo per gradi.

"Mandala" è una parola che deriva dal sanscrito ed ha il significato simbolico di "cerchio magico". Pare che il più antico Mandala sia una ruota solare del paleolitico rinvenuta in Africa del sud; ovunque si guardi si può riconoscere un Mandala: nella natura, nei rosoni delle Chiese gotiche, nei giochi dei bambini (pensiamo ad esempio al "girotondo" che prevede un cerchio e un centro)... è come se il nostro sè, sia in grado di creare uno schema nella nostra vita interiore ed il Mandala è un simbolo evidente del sè, ma cè di più: disegnare i Mandala può aiutare il bambino a trovare la sua identità. 

Il Mandala è un disegno fatto con polveri colorate, i saggi orientali impiegano anni per creare con pazienza e silenzio il magico disegno, eppure dopo averlo realizzato non lo proteggono dal vento che ne dissolve le polveri nell'aria, oppure lo distruggono con un gesto della mano: ciò ha un significato molto profondo. L' incertezza è una condizione che in occidente fa molta paura: noi occidentali cresciamo nella cultura del "costruire le cose affinchè durino per sempre", viviamo in un continuo edificare con la costante preoccupazione di dover padroneggiare tutto e questo limita inevitabilmente lo scorrere fluido nell'Universo del nostro potenziale psichico. 

mandala_2Se invece guardassimo la vita per ciò che davvero è, come fanno gli orientali, potremmo lasciarci andare nell'armonia della vita e della natura, la cui bellezza risiede nella caducità. Potremmo lasciarci "cedevoli" nel fiume che scorre, non in uno spirito di pura rassegnazione, bensì nell'abbraccio delle cose per quello che sono, senza il costante tentativo di modificarle. Tutte le tecniche religiose, dello yoga, della meditazione, servono ad aiutarci ad essere nuovamente in contatto con il centro, ad andare dentro di noi e rilassarci profondamente nel nostro essere fino a far svanire l'esteriorità delle cose.

"Sei sempre teso: questo è lo stare aggrappati alla superficie" diceva Osho... "Non sei mai rilassato, in uno stato di abbandono. Fai sempre qualcosa: quel fare è il problema. Quando le cose accadono senza che tu faccia nulla, sei totalmente rilassato. Quando agisci e le cose non accadono, ma vengono manipolate da te, sei teso". Se non cercassimo continuamente di manipolare le cose, potremmo immergerci nella bellezza della vita in un tutto unico con la natura. Il Mandala è un'armonia ed oltre ad un centro presenta molteplici colori, che hanno una carica energetica e ciascuno una propria vibrazione che entrano nella mente influenzando gli stati emotivi.

"Dove nascerà un Mandala c'è uno spazio caotico che dovrà prima essere pulito, poi consacrato, dopo armonizzato con figure geometriche ed infine colorato con le buone vibrazioni dell'anima" sosteneva Jung, il quale osservò che il magico simbolo esiste anche nei sogni ed è in grado di creare un labirinto per rinchiudere "quell'orribile mostro detto ego".

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