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Paranoia, un male contemporaneo

In base a stime del Times, secondo le quali 1/4 della popolazione londinese ha regolari pensieri paranoici, il XXI secolo puo’ essere definito come la “nuova età della paranoia”

A cura di Marzia Mariscalco

 

paranoia_1Un uomo è convinto di essere morto. Dice ai familiari: "Sono morto" e i familiari lo mandano da uno specialista. Subito tra medico e paziente incomincia un'accanita discussione. Il medico fa appello ai sentimenti dell'uomo verso la vita, verso la famiglia. Poi prova a farlo ragionare, dimostrandogli l'intrinseca contraddizione di una frase come "Sono morto": i morti non sono in grado di dire che sono morti, perché è appunto in questo che consiste l'essere morti. Alla fine il medico ricorre all'evidenza dei sensi. Domanda all'uomo: "I morti sanguinano?". "Certo che no" risponde l'uomo, spazientito dall'ottusa dabbenaggine della mente dei medici. "Lo sanno tutti che i morti non sanguinano". Al che il medico gli punge un dito. Ne esce una goccia di sangue. "Ma guarda un po', chi l'avrebbe mai detto" esclama l'uomo. "I morti sanguinano, eccome". Incorreggibile. Le percezioni e i ragionamenti confermano anziché contraddirla, l'idea di essere morto. Il sentimento, la ragione e i dati di fatto collaborano alla costruzione di un sistema di difese volte a spiegare l'esperienza primaria, un'esperienza primaria che è uno stato di conoscenza, una realtà noetica dentro la quale il paziente è fissato e che conferisce significato a tutti gli altri eventi. "L'ambiente offre un mondo di nuovi significati. Tutta l'attività di pensiero è pensiero intorno ai significati ... Si ha una conoscenza diretta e intrusiva del significato e questa appunto, in se stessa, è l'esperienza del delirante". La paranoia è un disturbo del significato. 
La vana fuga dagli dei, James Hillman 

La paranoia nasce dall'infondata persuasione che qualcuno vuole farci del male, ed è definita, tecnicamente, come una sindrome delirante cronica che si palesa attraverso varie convinzioni, quali, per esempio, l’aver subito torti che devono essere indennizzati, il pensare di aver scoperto qualcosa di eccezionale di cui altri cercano di appropriarsi, l’essere convinti ingiustificatamente dell'amore di una o più persone e, molto più frequentemente, il ritenere di essere minacciati o spiati da persone che vogliono arrecare danno o anche uccidere. 

"Il fatto che tu sia paranoico non significa che non ti stiano dando la caccia
Territorial Pissings, Kurt Cobain 

Non riuscire a stare tranquilli fuori dalla propria casa, guardarsi intorno con sospetto, credersi seguiti quando qualcuno cammina dietro di noi, pensare che qualcuno sia sempre pronto a derubarci: queste sono avvisaglie di uno stato di disagio che deve essere trattato in tempo da uno specialista, per non sfociare in disturbi cronici gravi. In base a stime del Times, secondo le quali 1/4 della popolazione londinese ha regolari pensieri paranoici, il XXI secolo puo’ essere definito come la “nuova età della paranoia”. A sostegno di questo discorso, basta dire che esistono una serie di fattori che concorrono ad un probabile aumento dei pensieri paranoici, come l'isolamento sociale nei giovani e la paura per i fatti che accadono nell'ambiente circostante negli adulti. Possono essere presi come esempi l'attuale crisi economica e la disoccupazione diffusa, nonché la perdita della fiducia nelle istituzioni a causa di scandali. Se dire questo puo' sembrare esagerato, è anche vero che, a fronte di tutto quello che si sente in televisione, tutti un po' piu' guardinghi lo siamo. In assoluta ragione. 

Un po' di tempo fa, due studiosi inglesi, Michelle Campbell e Anthony Morrison, del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Manchester, hanno intervistato 12 persone fra studenti e dipendenti per confrontare i loro pensieri nell'ambito della ricerca "The subjective experience of paranoia: Comparing the experiences of patients with psychosis and individuals with no psychiatric history" (clicca qui). Mediante questa indagine, sono stati identificati i fenomeni da cui nasce la paranoia, le credenze, i fattori che la influenzano e le conseguenze. All'interno di ciascun tema, sono state evidenziate le somiglianze e le differenze tra i gruppi coinvolti. Si è riscontrato che tutti nutrivano, o avevano nutrito, pensieri di stampo paranoico, con la differenza che sei di essi non riuscivano a controllarli, mentre gli altri sei erano capaci di scindere realtà da immaginazione rimanendo lucidi nell'affrontare le situazioni.

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"Quando si tratta di affari, credo nel valore della paranoia ... Piu' hai successo e più la gente vuole un pezzo della tua attività e quindi un altro pezzo e poi un altro finchè non è rimasto nulla", ha spiegato Andrew S. Grove, ex presidente e CEO presso il gigante del computing Intel, in un'intervista al Times. Come spiega Mr. Grove, nel business, credere che i concorrenti vogliano prendere la tua azienda non è fantasia, è solo la natura del gioco. In poche parole, a volte è giusto essere cauti e diffidare pero’ è essenziale mantenere un senso di prospettività per una valutazione cosciente delle situazioni di rischio. 

La paranoia è solo la realtà su una scala più sottile. 
Strange Days, Philo Gant 

Strettamente collegata alla paranoia è l'ansia, sentimento di anticipazione di un pericolo incombente, come la paranoia, la cui origine è ignota. A volte dire essere ansiosi sembra sinonimo di essere paranoici, ma esistono delle differenze fra le due sindromi: mentre la prima è rivolta a qualsiasi cosa o ambito, la paranoia vede il pericolo nelle altre persone. Sempre nell'indagine di Michelle Campbell e Anthony Morrison di cui parlavamo prima, è emerso che gli intervistati riconoscevano il fatto che i pensieri paranoici generavano ansia e che la loro paranoia era collegata a esperienze negative pregresse. L'ansia genera preoccupazione e le preoccupazioni ci fanno soffermare sulle nostre paure, magnificandole e radicandole. Ed è proprio in questo passaggio che sta il problema: una volta che iniziamo a pensare che c'è verità nei nostri sospetti, cominciamo a comportarci in modo diverso, cominciamo ad adottare comportamenti di sicurezza, cambiamo il modo di interagire con altre persone, diventiamo nervosi, turbati, riservati e ostili, nutrendo lo stato di paranoia. Dopo tutto, se ci si vede come deboli e vulnerabili e gli altri sembrano crudeli e pericolosi, non è lungo il passo che porta a pensare che le persone che ci circondano siano in procinto di arrecarci danno. Esistono persone che sono più inclini a questo tipo di malinteso rispetto ad altri e che basano la loro vita su solo questo. La spiegazione di questa naturale predisposizione si trova nelle esperienze precedenti, nelle influenze sociali ed economiche, nello stato emotivo e nella personalità.

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