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Paura del futuro: come raggiungere i nostri obiettivi?

Come possiamo raggiungere i nostri obiettivi? E perchè abbiamo paura del futuro? Ne parliamo con il counselor Shahruz Rouholfada

A cura di Antonella Marchisella

Poco tempo abbiamo parlato con l'aiuto del Counselor Danilo Facecchia, di come la coscienza sia in grado di modificare la materia. Alla luce delle nuove concezioni quantiche, che oramai stanno di gran lunga superando quelle newtoniane, parliamo in questo articolo di come poter raggiungere più facilmente gli obiettivi che ci proponiamo, e cercheremo di capire perchè il futuro ci spaventa. Ne parliamo con il Counselor Shahruz Rouholfada.

- Shahruz, perché al giorno d’oggi si ha tanta paura del futuro?
Normalmente si ha paura di ciò che non si conosce. Si ha paura di fare cambiamenti, si ha paura di lasciare la strada vecchia per quella nuova, si ha paura di prendere decisioni e di perdere le sicurezze duramente acquisite nel passato. Tuttavia la paura è uno strumento che serve a prevenirci dal compiere azioni pericolose per la nostra sopravvivenza. Se non avessimo paura di un animale feroce, rischieremmo facilmente di essere divorati; se non avessimo paura dell'altezza, ci metteremmo spesso in condizioni in cui sarebbe rischioso cadere e così via.


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Il futuro rappresenta un'incognita e per questo spaventa, solo che a differenza di altri pericoli è qualcosa di inevitabile perché viene incessantemente contro di noi senza mai fermarsi. Il punto è che stiamo vivendo in un'epoca molto particolare del cammino umano, probabilmente unico nel suo genere. In questo frangente di storia il progresso culturale e le trasformazioni del pianeta sono così rapide da lasciare interdetti anche gli uomini più intraprendenti. Tutto quello che abbiamo studiato fino ad oggi non sarà valido ancora per molto, perché la società sta mutando, le regole stesse del gioco sono state sostituite, la scienza si sta muovendo da un paradigma 'Newtoniano' a quello 'Quantistico'.

La conoscenza si è ampliata a ritmi esponenziali e questo ha portato influenze enormi sul nostro stile di vita e sul modo in cui affronteremo il nostro futuro. Nell'arco di tempo in cui starete leggendo le mie parole, nel resto del pianeta sarà prodotta così tanta nuova conoscenza che un solo uomo non sarà in grado di acquisirla in tutta una vita. Per questo ci si pone l'interrogativo di come comportarsi nel prossimo futuro. Perché fino a due secoli fa, gli ipotetici imprevisti e mansioni da svolgere per un individuo non erano molto numerosi. Se uno cresceva in una famiglia patriarcale, poteva tranquillamente essere istruito dal nonno, le conoscenze erano più o meno adeguate e le situazioni da affrontare sempre le stesse da un secolo all'altro. C'era una sorta di 'stabilità' sociale e culturale, la vita era qualcosa che si imparava a gestire apprendendo una serie di conoscenze base salvo rare eccezioni, e tutto filava liscio. Già 40 anni fa, per uno studente che stava per finire la scuola era scontato proiettarsi nel mondo lavorativo, non ci si poneva neppure il problema. Oggi invece c'è il fantasma di non trovare un posto di lavoro, l'istruzione non previene più la disoccupazione. Adesso avere due lauree sta diventando la base e ancora non basta per essere tranquilli.


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Il posto fisso o la pensione sono diventate delle nuove chimere, poiché è evidente a tutti che in un mondo in cui possono fallire intere nazioni ed istituti bancari, nessuno è davvero al sicuro, neanche la persona più previdente.Questo ha portato come conseguenza un crollo dei valori e la gente non sa più a che cosa credere e a chi affidarsi.Per questo il risultato è la paura.Si ha paura perché si è totalmente disorientati, in un mondo dove 2+2 non fa più 4 e si sta cercando ancora la risposta corretta. In realtà, il processo ha assunto dei connotati chiari. Tutto ciò che si basava sul vecchio 'mondo' atteneva ad uno stato emotivo di 'dipendenza' da qualcuno.

Le persone che hanno paura del futuro sono coloro che si stanno ancora aggrappando ai precedenti modelli che richiedevano un atteggiamento passivo: titoli di studio, previdenza sociale, datori di lavoro, istituzioni, la Chiesa. Il nuovo 'mondo', quello che ci accingiamo a conoscere, si basa invece sull'indipendenza e sull'atteggiamento propositivo di chi non ha paura di assumere un ruolo attivo nella propria vita.

- Pertanto, più si è attivi e meno si ha paura del futuro?

Più sarete 'attivi' e meno avrete paura di qualsiasi imprevisto, perchè sarete padroni totali dei risultati della vostra vita.

- Per quanto non sembri, noi siamo continuamente in un processo di avanzamento; il cervello umano si occupa di prendere 8 decisioni al secondo. Che cosa significa esattamente?


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E' un principio dell'evoluzione, ce lo insegna la cellula. Tutto ciò che non cresce muore e tutto ciò che si muove è vita e va avanti per la sua strada. Di conseguenza, i morti sono solo coloro che restano fermi. Ma per fortuna noi siamo continuamente in moto, perché ogni giorno ci dedichiamo a piccole e grandi imprese personali. Sebbene possano apparire di scarso significato, anche le più piccole azioni finalizzate ad un qualche obiettivo, possono avere un'influenza enorme a lungo andare sull'andamento della nostra vita. Il tutto è organizzato dal nostro cervello animale, il quale si occupa esclusivamente della nostra sopravvivenza, non gli interessa fare altro.

Poiché la sopravvivenza è qualcosa di immediato, il meccanismo che la natura ha adottato per salvarci continuamente la vita, è quello di farci focalizzare sulle questioni immediate. Non avrebbe senso un cervello che induce a programmare ciò che succederà il mese prossimo se poi si dimentica di farci respirare ogni secondo.

Dunque la priorità per il cervello animale è occuparsi del qui ed ora istante dopo istante e lo fa secondo una procedura decisionale che scatta ogni ottavo di secondo. Ad esempio, quando usciamo di casa e ci accorgiamo che siamo vestiti troppo leggeri, il cervello innesca immediatamente un processo di termoregolazione, ma se ciò non è sufficiente, nell'ordine di ottavi di secondo lo altera o ci induce a desiderare di tornare in casa e coprirci in maniera adeguata. Tuttavia le decisioni da prendere sono continue ed in ogni circostanza. Lo scopo è non lasciare mai nulla alle spalle, pur concentrandosi prima sulle cose veramente importanti.


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Qual è il modo migliore per rendere i propri obiettivi raggiungibili ?


Prima di tutto occorre che siano dei 'buoni' obiettivi. Molte persone trascurano questo elemento, non è possibile realizzare qualcosa che sia in contrasto coi nostri principi perché se ciò avviene denota solo una cosa:che abbiamo smarrito completamente la strada e brancoliamo nel buio.

Quando noi abbiamo chiarezza di chi siamo veramente, di quale sia la nostra missione personale in questo mondo, il fatto di realizzare i nostri obiettivi diventa una semplice conseguenza. Tuttavia se disponiamo di validi strumenti per farlo, ciò rende le cose ancora più facili. Mi piace una frase di Anthony Robbins usata nei suoi seminari: "Se hanno già inventato la ruota, non ha senso che la reinventiate di nuovo, imparate ad usarla".

Un modo facile per rendere i propri obiettivi raggiungibili è quello di spezzettarli in tanti obiettivi minori, sempre più piccoli e sempre più raggiungibili. Così facendo si ottengono molti vantaggi secondari.

Avrete l'impressione di potercela fare perché il vostro traguardo, per quanto lontano, è dato dall'insieme delle singole tappe che voi sapete già percorrere singolarmente. Raggiungendo ogni tappa, vi sentirete gratificati e ricaricati di nuova energia vitale per dedicarvi a quella immediatamente successiva. Indipendentemente dal fatto che arriviate o meno alla destinazione finale, ogni volta che avrete raggiunto un primo risultato intermedio, potrete già godere dei benefici del lavoro svolto fino a quel punto. Se vi allenate per una gara, anche se non la vincete sarete in ogni caso più forti di prima e questa forza potrà essere utilizzata in molte altre cose anche in futuro.


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Quando volete intraprendere un'impresa e vi accorgete che le cose si bloccano a metà, i casi sono due: o vi siete resi conto che il vostro obiettivo non risponde più ai vostri ideali e principi. E quindi potete solo mollare o cercarne un altro per evitare di demotivarvi.O tra un gradino e quello successivo da voi individuati, ce ne sono altri intermedi che non avevate mai considerato.In quest'ultimo caso è necessario spezzettare ulteriormente il lavoro, perché se volete fare il passo più lungo della gamba sarà impossibile muoversi, mentre se il passo è della misura corretta sarà inevitabile proseguire senza sforzi.

Come dicevo in precedenza, si tratta di cambiare il nostro modo di ragionare anche in accordo con le ultime scoperte scientifiche relativo al moto delle particelle.Il tempo come lo intendevamo noi, non esiste e non è mai esistito, c'è solo lo 'spazio/tempo' o potremmo definire il tempo come un'altra dimensione del nostro spazio.Le particelle di cui è composta la materia invece, sono libere di muoversi sia nello spazio che in un verso o l'altro del tempo: passato, presente e futuro.Poiché noi siamo fatti delle medesime particelle, è bene che ci rendiamo conto che siamo soggetti alle stesse regole anche se non ne abbiamo cognizione.Questo significa che il nostro passato ed il nostro futuro non sono altro che regioni di spazio in cui il mondo è fatto in un certo modo. L'unica cosa che differisce è lo strumento che ci 'porta' in quelle regioni di spazio.Per muoversi da un punto fisico all'altro utilizziamo le nostre gambe, mentre per muoverci da un mondo quantico all'altro utilizziamo le nostre scelte. Tuttavia le analogie sono moltissime, noi andiamo fisicamente con le nostre gambe nella regione di spazio/tempo in cui si materializza quello che avevamo già deciso nella nostra testa. Naturalmente, per adottare questa forma di pensiero ci si deve nuovamente spostare da un atteggiamento passivo ad uno attivo in cui tutto dipende da noi, mentre gli eventi esterni servono solo a 'giustificare' un certo stato di cose. Queste sono domande inutili, perché presuppongono la totale impossibilità di agire e di intervenire sui propri risultati.



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In fin dei conti che importanza potrebbe avere rispondere se tanto il risultato non cambia ugualmente? Il modo corretto di porsi è quello di domandare e domandarsi: come posso fare a trovare un lavoro? come posso fare a trovare la persona della mia vita?Questo modo di porsi cambia tutto, perché presuppone che un modo ci sia sempre e che esista sempre una strada o un cammino che vi consente di arrivare 'materialmente' nella porzione di spazio/tempo in cui ciò che desiderate esiste.E di fatto esiste davvero perché esiste prima di tutto nella vostra testa e solo come conseguenza, il resto delle particelle dell'ambiente circostante viene condizionato ed influenzato per assumere la forma di ciò che desiderate. Come dimostra Gregg Braden nelle sue ricerche, il campo magnetico delle particelle da forma al nostro ambiente, ma il nostro pensiero e le nostre emozioni hanno la facoltà di alterare il campo e di conseguenza a trasformare a livello atomico la materia circostante. Dunque se noi modifichiamo i pensieri, alteriamo il campo e anche il nostro mondo. Non è un caso che le persone depresse materializzino solo negatività e chi ha una personalità vincente attiri sempre buone opportunità. Basta confrontare i pensieri delle due categorie e vi accorgerete che noi materializziamo, oppure ci incamminiamo per raggiungere solo ciò che abbiamo nella testa.


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Ma noi attiriamo solo ciò che vediamo, e noi vediamo solo ciò che crediamo esistere. Per questo molti trascurano un sacco di cose straordinarie che stanno ad un passo da loro, solo perché non credono che certe occasioni esistano davvero.In primo luogo . L'insicurezza deriva solo dalla mancanza di manualità nel fare qualcosa. In una prima fase vi è l'apprendimento, solo in seguito subentra una buona pratica. Col tempo i movimenti diventano meccanici e il tutto si trasforma in una banale routine. Tuttavia credo che l'unica persona che compie un errore è colui che non accetta di imparare dal suo passato. L'esperienza può aiutare non solo facendoci accumulare nuove capacità, ma anche dandoci . Un altro elemento costruttivo per vincere le insicurezze è fare un piccolo esercizio. Prendete in considerazione un contesto della vostra vita, per esempio il lavoro. Ora considerate la situazione in cui siete e quella verso cui vorreste arrivare. Forse al pensiero vi sentite già scoraggiati, ma non vi preoccupate, .Provate a considerare quanti piccoli passi avete già compiuto per arrivare dove siete ora dal punto di partenza. Probabilmente scrivendoli uno ad uno, vi renderete conto che il che avete già compiuto, è largamente superiore a quello che avete ancora da fare per arrivare al traguardo.

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