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Cos'è e come funziona la pillola abortiva

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Cos'è e come funziona la pillola RU486, o pillola abortiva.

Aborto farmacologico: tutto sulla RU486

Non la si può considerare "l'uovo di Colombo". Non la si può considerare la soluzione veloce ad un problema nè uno "scarica barile" per medici in crisi di coscienza. Allo stesso modo è cieco e sbrigativo liquidare il cambiamento di una procedura comunque "consolidata" con la definizione di strage di massa. 

Negli Stati uniti, già a metà degli anni 80, i pro-life si mobilitarono contro la "French pill" (pillola francese). La Ru 486 è chiamata "the death pill" (la pillola della morte) o addirittura "the human pesticide" (il pesticida umano). Con questo metodo una donna sceglie di non diventare madre, esercita un diritto accordatole dalla legge da più di vent'anni. 

Il metodo

Cambia il metodo: al posto di un freddo divaricatore, al posto di un lettuccio di ferro, al posto di una cannula minacciosa, quella donna sceglie di "soffrire e di rischiare il meno possibile". Non si può far finta di non sapere che tuttora l'aborto resta l'intervento chirurgico in anestesia generale più praticato nei nostri ospedali, più diffuso perfino dell’appendicite. Un intervento invasivo che, seppur praticato in condizioni ottimali, non può garantire la sicurezza totale rispetto a sterilità e infezioni. L'aborto esiste già, e nonostante non siano mai mancate polemiche al riguardo, proprio un'articolo della legge 194 (il n. 15) prescrive che si continuino a cercare le soluzioni migliori perché l’aborto sia il meno possibile traumatico e pericoloso. 

L'agomento è delicato e a volte le posizioni prese sono difficili da cambiare. Voi cosa ne pensate? Intanto, se volete saperne un pò di più, qui sotto trovate alcune delucidazioni 

Cos'è la RU486

La pillola RU 486 (nome commerciale Mifegyne) permette di interrompere chimicamente la gravidanza anziché chirurgicamente. Il suo inventore, Emile-Etienne Beaulieu aveva chiamato questa tecnica contragestione. La pastiglia per abortire si basa sul mifepristone, un farmaco (attenzione, non è un ormone!) che contrasta l'azione dell'ormone della gravidanza, il progesterone. Si prende per bocca, agisce dopo che l'ovulo fecondato si è impiantato nell'utero e provoca un aborto che, nella maggior parte dei casi non richiede ulteriori interventi e tecnicamente somiglia a mestruazioni più dolorose del solito. Questo metodo ha un'efficacia che decresce dopo il 49° giorno e non viene solitamente proposto oltre il 63° giorno (nei primi 63 giorni meno di una donna su venti avrà bisogno dello svuotamento chirurgico della cavità uterina per incompleta o mancata espulsione dell'embrione). Le perdite ematiche e lo spotting durano in media 9 giorni. 

Il metodo rispetta in pieno le disposizioni della legge 194 sull'aborto e complessivamente, l’efficacia è del 95% circa, a patto che si agisca entro la settima settimana di gravidanza. 

Rispetto all'intervento chirurgico 

L’interruzione di gravidanza con la Ru 486 dà minori complicazioni rispetto all’intervento chirurgico, anche perché c’è una forte riduzione delle infezioni uterine post-aborto, che sono circa otto volte più basse. L’uso della pillola abortiva sarebbe particolarmente indicato per le donne giovani, che potrebbero mantenere più facilmente la loro fertilità, ma anche per le donne che hanno subito una isterotomia, come nel caso di cesareo, o miomectomia, ovvero una rimozione chirurgica dei fibromi uterini con la conservazione della parte sana, o in caso di allergia agli anestetici 

Quali paesi la usano? 

Introdotta sperimentalmente nel 1982 come RU 486 (da Roussel-Uclaf, la casa farmauceutica produttrice), è utilizzata in Francia e in Cina dal 1988. In Francia si trova in farmacia, in Inghilterra nei consultori. Nei primi anni '90 è stata introdotta in Svezia e Gran Bretagna. Successivamente in India, in Israele ed in altri nove paesi europei. Dal 1999 è utilizzata in Svizzera. Nel settembre scorso la Food and Drug Administration ne ha approvato l'uso negli Stati Uniti. Oggi viene utilizzato in 11 paesi europei dove sarebbe stato impiegato in oltre 600.000 donne. Fonti non ufficiali indicano che in Cina siano stati effettuati più di 3.000.000 di aborti. 

Il dibattito sulla sua introduzione nel nostro paese è sempre più acceso, soprattutto da quando alcuni ospedali in cui si praticano le Ivg, ovvero interruzioni volontarie di gravidanza (un esempio per tutti il Sant'Anna di Torino) hanno chiesto di poterla sperimentare. Le voci contrarie alla sua introduzione temono che questa pillola possa rendere più facile l'aborto. Le voci a favore, invece, negano questa possibilità: se è vero che la donna eviterà la sala operatoria, dovrà tuttavia seguire le regole previste dalla legge, ottenendo il certificato e recandosi in ospedale. 

Alcuni commenti illustri (e discordanti...) sulla RU 486

Ministro della Salute Sirchia: 

Dai dati scientifici risulta che la RU 486 non abbia tossicità particolari. A volte può creare problemi di carattere psicologico alla donna, perché l'aborto può avvenire anche due o tre giorni dopo l'assunzione del farmaco. Una situazione di ansia che molte donne non vogliono vivere

Prof. Guseppe Del Barone, presidente della Federazione nazionale dei medici

Non riesco a considerare la pillola come una conquista o segno di evoluzione e modernità

"Osservatore Romano" in un articolo del 1989

C'è qualcosa di terribilmente repellente in questa procedura. La giustificazione che nobiliterebbe il ricorso al nuovo veleno è che il rischio di complicanze per la madre diverrebbe irrilevante. Da dove nasce questo rischio? Da una decisione sommamente ingiusta o liberamente presa, quella di uccidere l'innocente. Si abbia il coraggio di dirlo apertamente: si è finalmente scoperto il modo di uccidere nel quale l'assassino non corre più alcun rischio serio.

Prof. Umberto Veronesi, sul Corriere della Sera

Se abbiamo in tasca una possibilità di interrompere una gravidanza con un metodo farmacologico, meno traumatico di una operazione chirurgica, ma capace di ottenere lo stesso effetto, non vedo perché rinunciarvi. Il buon senso ci deve portare in questa direzione. Intendiamoci, tutto deve essere fatto nell’ambito della legge sull’aborto, rispettando tutte le procedure contemplate. Quindi condizione preliminare è il colloquio con lo psicologo che accerti la volontà genuina, non condizionata, della donna di non voler più il bambino

Differenze, vantaggi e svantaggi dei due metodi

Metodo chirurgico (per aspirazione) 

  • L’aspirazione può generalmente essere effettuata entro le 14 settimane a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione 
  • L’intervento viene eseguito in ospedale o presso uno studio medico, sia come ambulante (dopo poche ore si può tornare a casa) sia come degente (restando anche di notte) 
  • L’intervento operatorio avviene sotto narcosi (anestesia generale) oppure sotto anestesia locale. Il collo dell’utero viene dilatato cautamente con dilatatori metallici fino ad un diametro da 6 a 12 mm. Viene in seguito inserita una fine canula per l’aspirazione che rimuove i tessuti embrionali dalla cavità uterina 
  • L’operazione dura circa 20 minuti. Il rientro a casa avviene tra le 2 a 8 ore seguenti l'intervento oppure il giorno dopo (ciò dipende dal luogo dove è stato effettuato l’intervento) 
  • Si ha più tempo a disposizione per prendere una decisione 
  • Se effettuato in anestesia totale, l’intervento non è vissuto coscientemente 
  • Di solito le perdite di sangue dopo l’operazione sono poco abbondanti e di breve durata 
  • E' molto raro che in seguito si avvertano dolori prolungati 

Metodo farmacologico (RU486) 

  • In Svizzera, questo metodo può essere prescritto entro la 7a settimana a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione 
  • L’interruzione viene effettuata ambulatoriamente, sia in clinica sia in uno studio medico, con due farmaci: la Mifegyne (conosciuta anche con il nome di RU 486) e una prostaglandina 
  • In presenza di personale medico, la donna assume tre compresse di Mifegyne. Poco dopo può rientrare a casa. Due giorni dopo, due compresse di prostaglandina sono anch'esse prese nello studio medico o in clinica. La donna rimane in osservazione per alcune ore.
  • Per circa due terzi delle donne l’espulsione dei tessuti embrionali avviene in questo periodo, per alcune avviene più tardi a casa 
  • Circa due settimane dopo la presa della prostaglandina viene effettuata una visita di controllo 
  • L’interruzione può essere praticata molto precocemente, il che è spesso percepito come un sollievo psichico 
  • L'espulsione è vissuta coscientemente 
  • Molte donne ritengono che il metodo farmacologico è più naturale, le infezioni sono scongiurate 
  • Le perdite di sangue sono più prolungate 
  • Presenza di dolori addominali che durano più o meno a lungo 
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