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Assorbenti interni, 10 curiosità da sapere

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Sicure di sapere tutto sugli assorbenti interni? Noi vi sveliamo 10 curiosità al riguardo, che forse non conoscete ancora

Assorbenti interni: curiosità e cose da sapere

Quanti tabù ci sono intorno ai 'tampax'? Gli assorbenti interni, anche chiamati così per il nome della nota marca che li ha lanciati sul mercato, scatenano mille e più dubbi tra noi ragazze. C'è chi li adora, trovandoli comodi, confortevoli, molto meglio dei classici assorbenti esterni. C'è, invece, chi li teme, chi ha paura che possano far perdere la verginità, chi li trova scomodi.

Insomma, i tampax dividono l'universo femminile perfettamente a metà. Ma, se, alcune ancora non hanno imparato ad apprezzare la comodità e l'avanguardia dei piccoli e impercettibili tamponi è, forse, perché non si sa abbastanza su di essi.

Per questo, oggi, in questa guida, vi illustriamo 10 curiosità sugli assorbenti interni che, forse, non conoscete ancora:

Gli assorbenti interni, origini e storia

La storia degli assorbenti interni nasce molti anni fa, addirittura si narra che le donne egizie utilizzassero dei fogli di papiro per frenare il ciclo mestruale. Il tampone odierno (con o senza applicatore) si ispira proprio a quella tecnica antica.

Il primo assorbente interno vero e proprio, però, fu inventato dal dottor Earle Hass di Denver (Colorado), per rendere più semplice alla moglie la sua carriera da ballerina professionista. L'assorbente esterno, infatti, per performance in body e tutù è tutt'altro che confortevole. La sua invenzione, però, inizialmente non fu apprezzata e, solo nel 1933 la tedesca Gertrude Tenderich comprò il brevetto.

Il primo assorbente interno sul mercato

Prima abbiamo usato il termine 'tampax' per indicare il tampone e un motivo c'è ed è più che valido. Il primo assorbente interno messo in commercio negli Stati Uniti, infatti, fu quello del'azienda Tampax, nel 1936. Gli assorbenti interni, invece, arrivarono in Italia molto dopo, nel 1964 grazie a Lines Lady.

Assorbenti interni: falsi miti

Inizialmente la messa in commercio degli assorbenti interni generò un certo scalpore, soprattutto in ambieni religiosi. Alcuni leader, infatti, tentarono di impedirne la diffusione, asserendo che causassero la perdita della verginità, convinzione prontamente smentita da medici e case farmaceutiche. Infatti il tampone è ben più piccolo del pene e non può, in alcun modo, arrivare a rompere l'imene.

Assorbenti interni, come sono fatti

Possiamo dire a gran voce che i tampax sono stati una vera e propria rivoluzione. Mai un assorbente era stato tanto comodo, mai - prima degli anni '30 - si era pensato che uno strumenti tanto piccolo potesse essere così assorbente. La maggior parte degli assorbenti interni sono formati da rayon, cotone e fibre sintetiche, infatti, che assicurano confort alla donna e aumentano il potere assorbente. La legge non obbliga le aziende produttrici a elencare sulla confezione i materiali di cui sono composti.

Tipi di assorbente interno

Esistono due tipi di assorbenti interni: quelli che si espandono in lunghezza man mano che assorbono il sangue mestruale (il più noto è il Tampax) e quelli che invece espandono il loro diametro senza allungarsi e sono sprovvisti di applicatore (i più comuni sono gli O.B.). In commercio è facilissimo trovare entrambi. Si tratta in tutti e due i casi di prodotti buoni, che assorbono, che non irritano.La scelta, dunque, è assolutamente personale.

Quanti assorbenti interni utilizzano le donne

In America le donne utilizzano una media di 16.800 assorbenti nel corso della loro vita, per un totale di oltre 3000 dollari. Una spesa ingente alla quale, in molte, non sono più disposte a rinunciare. Il consiglio degli esperti è quello di alternare l'utilizzo dei tamponi a quello dei tradizionali assorbenti esterni e di non sostituire mai i tampax ai salva-slip, eppure sempre più donne, soprattutto oltreoceano, tendono ad utilizzare solo e soltanto tamponi.

Assorbenti interni: gli errori da non commettere

Assorbenti interni, sindrome da shock tossico

E' importante sapere che, in casi rari e sporadici, il rayon (materiale contenuto nei tamponi) può incrementare il rischio di sindrome da shock tossico (TSS), una rara ma letale malattia che si verifica quando i quando batteri dello Staphylococcus aureus si moltiplicano rapidamente e passano nella circolazione del sangue. I sintomi del TSS sono febbre alta (oltre i 39 gradi), diarrea, vomito, eruzioni cutanee, vertigini, senso di svenimento, dolori muscolari. Se, dopo aver inserito un assorbente interno, si dovesse avvertire qualcuno di questi sintomi, avvertire immediatamente il medico.

Assorbenti interni con applicatore o senza: quale è meglio?

Secondo alcune ricerche, le donne americane preferiscono tamponi con applicatore, le donne europee quelli senza. In realtà entrambi sono di qualità ed efficaci, sta a noi donne capire quali siano quelli più comodi e adatti alle proprie esigenze. Per chi è alle prime armi, l'applicatore è consigliato, ma ci sono anche ragazze che, già dalla prima volta, preferiscono la versione senza applicatore.

 

 

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