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Dolori mestruali: guarire con l'alimentazione

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I dolori mestruali sono un disturbo diffusissimo nella popolazione femminile. Ma da cosa dipendono veramente? La Dott.ssa Menon ci spiega come a volte possono essere eliminati con l'alimentazione

Dolori mestruali: guarire con l'alimentazione

I dolori mestruali sono un disturbo che affligge un'altissima percentuale di donne. Ma è vero che l'alimentazione incide sull'intensità dei dolori mestruali? Esistono cibi che possono alleviarli? Abbiamo fatto questa domanda alla Dottoressa Fabiola Menon, Nutrizionista e Specialista PNEI, che oltre a darci un’interessante risposta, ci ha fornito come esempio il caso di una ragazza:

Quanto e come il cibo agisce sul dolore. A colloquio con Anna B. di Padova:

Soffro, si può dire da sempre, di un grave dolore addominale che inizia qualche giorno prima del mestruo e finisce al terminare del flusso. Gli antidolorifici a volte sono efficaci, ma non tutti i mesi lo sono nello stesso modo. Ormai la diagnosi, pur non certa, è di Endometriosi. Mi chiedo se ha senso sottoporsi all’intervento chirurgico e se posso fare ancora qualcosa, di ordine pratico, per migliorare la qualità della mia vita in quei giorni.

Dalle parole della Dottoressa Fabiola Menon:

Questo è un tipo di disturbo talmente diffuso nella popolazione femminile, che ormai viene dato quasi per scontato. Come se averlo fosse qualcosa di normale ed accettato, facendo passare per eccezione il caso in cui il dolore non si presenta. Peccato che sia l’esatto opposto. O meglio, per fortuna. Il dolore mestruale è, nei casi più seri, un dolore straziante. Per niente lontano dal dolore del parto. Sostanzialmente si traduce in un crampo che si presenta ad intermittenza, con una frequenza molto alta. Il dolore è realmente crampiforme, perché l’utero è, di fatto, un muscolo. Si tratta, in buona sostanza, di una “camera” formata di strati e strati di fibre muscolari striate, proprio come i nostri muscoli. Se ci pensate è anche ovvio: altrimenti come farebbe a “dilatarsi” durante la gravidanza e a “restringersi” nel post gravidanza, se non fosse un muscolo? Ma torniamo all’anatomia, aggiungendo che, nella parte interna, la camera è ricoperta di uno strato di mucosa chiamato endometrio. Ma l’endometrio c’entra ben poco con l’endometriosi, nel senso che il dolore arriva direttamente dalla parte muscolare, che contraendosi genera un dolore anche intensissimo. Spesso con il bisogno di spingere, proprio come nelle contrazioni del parto, che inducono inevitabilmente a spingere. Questa del muscolo è un’informazione, secondo me, importantissima, che viene poco diffusa, chissà poi perché. Se fosse diffusa, aiuterebbe le donne a vivere meglio la propria femminilità e fertilità, evitando di incattivirle nel desiderio di una menopausa vista come l’ancora della salvezza. Se è vero che l’utero è un muscolo, è vero anche che genera crampi. E tutti sanno che i crampi sono ben gestiti dal magnesio. Tuttavia questo non significa +magnesio= zero crampi, perché sarebbe troppo facile (e bello, aggiungo), ma significa che i dolori crampiformi compaiono nelle donne che hanno l’equilibrio del magnesio disturbato.

Non vale per tutte, ma è fuori da ogni dubbio che vale per molte. Il dismetabolismo (così si chiamano le turbe del metabolismo) del magnesio genera, a seconda dei casi, due tipi di dolore: uno è il classico crampo, che può verificarsi in qualsiasi parte del corpo contenga muscoli, utero compreso, l’altro è un dolore nevralgico, come un lampo, un fulmine, qualcosa di sottile e lancinante che di irradia da un punto all’altro. Difficile immaginare quale possa essere il peggiore dei due, tanto sono strazianti

Ebbene, le donne che hanno un dismetabolismo del magnesio hanno vita dura. Tanto più dura in proporzione alla disinformazione, perché, se fossero informate, molto potrebbero fare nel “loro piccolo”, qualcosa per alleviare i loro disturbi e renderli, almeno, accettabili. 

Latte e derivati 

Rappresentano i cibi che interferiscono di più, in assoluto, con il metabolismo del magnesio, proprio per un'influenza negativa sull’equilibrio del calcio interno, che poi ha una ricaduta, a sua volta, sul quadro magnesiaco. L’eliminazione di tali alimenti ha un’influenza estremamente positiva sui dolori femminili, alleviandoli nei casi più gravi e cancellandoli nei casi più lievi. Non ultimo, l’influenza estremamente positiva nell’alleviare il dolore che si presenta in fase ovulatoria, per alcune donne sentito persino più doloroso di quello mestruale.

Omeopatia

Qualora, nei casi più gravi, questo non fosse soddisfacente e/o sufficiente, una soluzione straordinariamente efficace la si trova certamente dall’Omeopata. Checché se ne dica, davanti al dolore mestruale ha più strumenti lui del Ginecologo. Non solo ha più strumenti, ma sono anche più efficaci. Talmente efficaci che, spesso, trova la soluzione. 

Tornando al caso della signora, per soddisfare appieno la sua domanda manca ancora una parte: ha senso sottoporsi all’intervento chirurgico? In altre parole, è risolutivo? La risposta è no. Dopo un periodo iniziale di apparente bonaccia il dolore torna a gran carica. Per ovvi motivi: l’intervento chirurgico non va ad incidere sulla causa del dolore, ma sui suoi effetti. Uno degli effetti di questa sofferenza dell’utero è un’infiammazione generale dell’addome, tale da generare una sorta di deposito mucillaginoso sull’utero (parte esterna), ovaie, peritoneo, intestino. Una sorta di velo che ricopre tutto, e che il chirurgo, con pazienza certosina, stacca ed asporta. È vero che lui pulisce tutto ma, se la causa del male rimane, tutto torna come prima nel volgere di breve.

Ho fresco il ricordo di una giovane e bella signora che è venuta a trovarmi dopo essersi sottoposta a ben tre interventi chirurgici, tutti risultati inutili. Le prospettavano il quarto. Attualmente tutto questo è, per lei, un lontano ricordo. Forse nemmeno più un ricordo. Il suo quadro è cambiato radicalmente da quando ha cambiato il suo modo di nutrirsi: la nutrizione incide in modo determinante sul livello di salute generale. E sul dolore, qualunque e dovunque esso sia, in particolare. Il cibo, non finirò mai di dirlo, agisce come un farmaco: il cibo sbagliato genera dolore o acuisce un dolore già presente, il cibo corretto è in grado di risolvere un dolore o di alleviare notevolmente uno stato doloroso cronico. Quando si ha un malessere generale, cronico da anni, dove si è provato di tutto e di più, prima di passare alla rassegnazione totale è bene andare a trovare il Nutrizionista. In genere il dolore acuto entra a fare parte della stanza dei ricordi. 

 

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